MENU'
|
|
|
|
PROGETTO
EDUCATIVO DI GRUPPO
2006 – 2008
Il Progetto Educativo di Gruppo nasce da un lungo lavoro
di analisi sulla condizione attuale dei ragazzi e fissa gli obiettivi
che ci poniamo di raggiungere con la nostra attività nel corso
dei prossimi tre anni.
Gli obiettivi tracciati sono stati scritti in maniera tale da poter
essere concreti e verificabili durante lo svolgimento del progetto.
Il programma dell’anno di ogni unità si rifarà ai
principi qui descritti in modo da garantire una continuità educativa
all’interno del gruppo.
Autonomia
Riaffermare la centralità del
ragazzo per portarne l’individualità nel gruppo.
Portare il ragazzo a capire il senso profondo del cammino che sta facendo,
in modo che abbia una piena consapevolezza delle varie tappe del suo
percorso.
Stimolare il ragazzo ad avere una consapevole percezione del punto in
cui si trova sul proprio percorso di crescita, riconoscendo autonomamente
i suoi punti di forza e di miglioramento.
Creare situazioni in cui il ragazzo sia spinto ad agire autonomamente
e con spirito di iniziativa.
Spingere il ragazzo a darsi degli obiettivi concreti tarati sulle proprie
possibilità e sui propri interessi, promuovendone una costante
verifica.
Portare all’interno della comunità gli obiettivi e le verifiche
individuali, favorendo il confronto e la crescita del gruppo attraverso
la correzione fraterna.
Coeducazione
Rendere il ragazzo consapevole della
sua unicità come donna e uomo, valorizzandone le peculiarità
e le differenze.
Educarlo al rispetto di sé e degli altri, al fine di costruire
un confronto arricchente.
Portarlo ad acquisire uno spirito critico nei confronti dei messaggi
dei media, che privilegiano l’aspetto esteriore e tendono ad identificare
la persona come un “bell’oggetto” piuttosto che come
un individuo. Valorizzare, quindi, i rapporti affettivi che si instaurano
nel tempo.
Sviluppare una mentalità critica
Stimolare il ragazzo ad approfondire
il contesto in cui vive, senza essere indifferente a qualsiasi altra
realtà.
Incoraggiare la sua curiosità nel conoscere e scoprire le differenze
con l’altro, sperimentando in prima persona che lo scambio è
una ricchezza e non un pericolo.
Far sì che questo processo divenga uno stile di vita che porti
all’accoglienza quotidiana dell’altro.
Natura, stile e tecniche scout
Promuovere la conoscenza della natura
in modo da fornire le basi per un rapporto più rispettoso con
essa e per far nascere una coscienza ecologica nella vita di ogni giorno.
Stimolare il ragazzo a sfruttare le nuove tecnologie in modo intelligente,
per non perdere di vista la centralità dei rapporti umani.
Vivere l’essenzialità nella vita di ogni giorno come occasione
per valorizzare le cose semplici e imparare il valore della fatica.
Vivere lo stile scout prestando particolare attenzione anche alla cura
delle proprie cose evitando gli sprechi come segno di distinzione rispetto
alla cultura consumistica dominante.
Ravvivare la padronanza delle tecniche scout, proponendole come segno
distintivo dei membri dell’associazione che risvegli nel ragazzo
uno speciale senso di appartenenza al gruppo.
Fede
Il nostro impegno di capi catechisti
è testimoniare la nostra scelta di fede attraverso l’esempio,
nella consapevolezza che il percorso cristiano è una continua
ricerca.
Permettere che il ragazzo, per mezzo dell’esperienza scout, sperimenti
la gioia trasmessa dal messaggio di Gesù. Avvicinandolo alla
vita di Cristo, indurlo a non vivere la fede come uno stereotipo, ma
rivelare il messaggio cristiano come vicino a sé e fonte di valori
sempre attuali.
Fornire gli strumenti per far diventare la fede un’esperienza
personale da condividere con la comunità.
Attraverso l’approfondimento e il confronto, trasmettere al ragazzo
l’unicità del messaggio cristiano, aiutandolo a sentirsi
parte integrante della Chiesa.
Servizio
Promuovere il servizio come un’opportunità
per mettersi a disposizione degli altri con atteggiamento di apertura
verso tutti, a cominciare dal prossimo.
Fare in modo che ogni ragazzo veda Gesù come esempio massimo
e vicino di spirito di servizio.
Far vivere al ragazzo il servizio come una scelta consapevole, che matura
con l’età e il proprio cammino.
Aiutarlo a scoprire l’autentico valore della fatica: da limite
invalicabile a fonte di realizzazione e di ricchezza per la propria
crescita.
La Comunità Capi
|
|